Depressione

“A volte, se sei depresso, non vorresti fare niente. Tutto quel che vuoi fare è appoggiare la testa al braccio, e guardare nel vuoto. A volte puoi andare avanti così per ore. Se sei eccezionalmente depresso, devi perfino cambiare braccio” – Charlie Brown

Spesso, nel linguaggio comune, si parla di “depressione” come sinonimo di tristezza, tuttavia la depressione clinica (scientificamente detta Depressione Maggiore) è ben altra cosa rispetto ad un momento di tristezza transitoria e passeggera, che tutti quanti possiamo vivere nell’arco della nostra vita.

La depressione è davvero un’ altra cosa, è molto più pervasiva, costante nel tempo, intensa. Nella depressione pare che il mondo della persona sia radicalmente cambiato: tutto viene sentito e percepito in maniera differente. In letteratura psicologica, si descrive spesso la depressione come un’alterazione della percezione del tempo e dello spazio.

Il depresso si sente intrappolato tra un passato pesantissimo da sopportare ed un presente eternamente uguale a se stesso. Nella depressione manca il senso del futuro, del progredire, del vivere. Da un punto di vista psicologico, sentirsi depressi significa guardare la realtà attraverso delle lenti distorte che fanno sì che tutto appaia difficile, insormontabile e penoso tanto che anche gesti quotidiani come alzarsi dal letto e iniziare la giornata appaiono complicati, pesanti o inutili.

Come dicevamo, le persone depresse lamentano senso di fatica e perdita di energia fisica, si sentono tristi, angosciate, irritabili, non credono che nulla di buono possa arrivare loro dal futuro. Si osserva spesso una riduzione delle attività quotidiane, difficoltà nel prendere decisioni e una tendenza ad isolarsi, sono spesso presenti aspettative irrealistiche e pessimistiche, oltre a una visione decisamente negativa di se stessi e del futuro.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale, infatti, si focalizza soprattutto sui modi in cui il soggetto interpreta e reagisce agli eventi che accadono attorno a lui, sulla valutazione che quest’ultimo dà di se stesso e della propria realtà. Il terapeuta, ricorrendo a specifiche tecniche terapeutiche, aiuterà il paziente ad identificare e modificare i pensieri e le convinzioni negative, al fine di influire positivamente sul tono dell’umore della persona, sulla sua ripresa delle attività e sulla cessazione del ritiro sociale.

Obiettivo della terapia sarà, infatti, spezzare il circolo vizioso di mantenimento della depressione, attraverso un lavoro terapeutico mirato sulla componente cognitiva, emotiva e comportamentale della persona.

Insomma, “riconsolidare questa lunga storia d’amore con se stessi”.