Attacchi di panico

Tachicardia, sudorazione improvvisa, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, paura di morire o di impazzire, brividi o vampate di calore, sono solo alcuni dei sintomi che caratterizzano un attacco di panico.

Chi l’ha provato lo descrive come un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, almeno la prima volta. E’ ovvio che la paura di un nuovo attacco diventa immediatamente forte e dominante. Il singolo episodio, quindi, sfocia facilmente in un vero e proprio disturbo di panico, più per “paura della paura” che per altro.

Il timore che possa verificarsi un nuovo attacco e che facilmente questo avvenga nelle stesse situazioni precedenti favorisce la comparsa di ansia anticipatoria e di condotte di evitamento.

Quali sono i sintomi di un attacco di panico?

Gli attacchi di panico possono essere molto diversi, ma hanno sempre alcuni caratteri in comune:

  • un’insorgenza improvvisa, spesso “a ciel sereno”;
  • una durata breve, da pochi secondi a svariati minuti;
  • una penosa sensazione di impotenza e di minaccia per la propria integrità psicofisica;
  • una remissione più graduale con una prolungata sensazione di stanchezza profonda, di instabilità e di stordimento.

Gli attacchi sono in genere inaspettati e ricorrenti e l’esordio del disturbo è dato da un attacco di notevole intensità durante una situazione di routine, come lavorando o guidando l’auto, guardando la televisione o passeggiando per strada.

Gli attacchi di panico sono spesso il risultato di “catastrofiche interpretazioni” di eventi fisici e mentali considerati erroneamente come segni di un imminente disastro: ad esempio la sensazione di capogiro può venire interpretata come un indicatore di un imminente svenimento, mentre quella dell’aumento del battito cardiaco come attacco di cuore.

Molte normali sensazioni fisiche o cambiamenti delle funzioni fisiologiche possono quindi diventare oggetto di interpretazioni erronee ( Clark, 1986; Wells, 1990). La terapia cognitivo comportamentale è a tutt’oggi la più accreditata ed efficace nella risoluzione delle problematiche di tipo ansioso ed in particolare per il trattamento del disturbo di panico.

La terapia cognitivo comportamentale nel trattamento del disturbo di panico risulta essere un approccio più che valido poiché permette di lavorare sia a livello comportamentale, attraverso le esposizioni, sia a livello cognitivo, tramite l’individuazione degli errori di pensiero e la ristrutturazione cognitiva, arrivando così ad ottenere un modo di pensare e leggere le situazioni più semplice e proficuo.

La persona sarà così coinvolta attivamente nel processo che la condurrà fuori dal panico, sperimenterà direttamente la non veridicità dei propri pensieri e per prima prenderà atto della possibilità di ricominciare a vivere con una consapevolezza diversa di sé, degli altri e del mondo.